Parroco Don Osvaldo Belli - osvaldobellitiscali.it

PARROCCHIA di LOZZO di CADORE (BL) --- Numero unico: NATALE 2019

GRAZIE!

Al comitato che si era costituito per i festeggiamenti in occasione dei 50 anni della mia ordinazione presbiterale 31 maggio - 2 giugno erano avanzati soldi. Qualcuno pensava di stampare degli album con le foto più belle. L’ho dissuaso: un libretto per quanto smilzo non sarebbe costato meno di 10 euro e ho fatto dirottare la somma per i lavori di restauro (terminati e programmati) alla chiesa-santuario della Madonna di Loreto. A chi lo desidera si può regalare un dvd o un cd con tutte le foto scattate nell’occasione così, se ha piacere, si fa stampare quelle che gli interessano. Tuttavia qualcosa volevo fare io per ringraziare tutti quelli che, parrocchiani, ex-parrocchiani e amici, mi hanno fatto gli auguri per l’occasione e soprattutto si sono dati da fare per farmi la festa. Allegata a questo numero natalizio di ‘Attorno alla torre’ troverete un’immagine della Madonna con Gesù Bambino: è un particolare del paliotto in cuoio (il ‘pannello’ che copriva il davanti della mensa dell’altare. Veramente nell’originale non sono da soli, sono circondati da S. Antonio Abate e da S. Valentino (il patrono degli innamorati). Ho riportato anche la frase del Vangelo che avevo fatto stampare sul ‘santino’- immaginetta ricordo della prima Messa 50 anni fa e che mi è sempre piaciuta. Vuole essere il mio grazie a tutti, accompagnato dai miei auguri per il Santo Natale 2019. In questi anni ho visto un assottigliarsi del numero di coloro che frequentano la chiesa in occasione delle Festività come Pasqua e Natale. Sono un po’ di più di quelli che partecipano di solito alla Messa domenicale. Forse è una questione di coerenza: ‘Perché devo andarci? solo perché è Natale e Pasqua? per far piacere a chi?’ Ricordo con sofferenza la confusione ‘poco devota’ sulla balconata in alcune Messe di mezzanotte di qualche anno fa. Ricordo la risposta, logica, di un ragazzo di un’altra mia parrocchia, quando gli ho chiesto: ‘Come mai che non ti vedo più in chiesa?’ ‘Ma se me l’ha detto lei che piuttosto che far c. è meglio star fuori.’ Non aveva previsto un’alternativa.
Mi faccio coraggio e Invito tutti a fare Natale: non è per piacere al Parroco e neanche al Signore, siamo noi che ne abbiamo bisogno, tutti quanti, a tutte le età e in tutte le situazioni. Noto con rammarico il ritorno di una vena di Giansenismo tra di noi; quell’atteggiamento che pensavo ormai tramontato e che era diffuso tra la nostra buona gente, soprattutto tra gli uomini: ‘Noi non siamo degni (e fin qui è vero, lo diciamo a ogni Messa prima della Comunione), non è giusto accostarsi all’Eucaristia troppo spesso senza prima confessarsi, e poi ricevere il pane consacrato sulla mano, qualche volta sporca, in piedi’. Ci si dimentica che l’Eucaristia il Signore non l’ha ‘inventata’ per gli angeli (non ne hanno bisogno anche se l’abbiamo chiamata cibo degli angeli) ma per uomini e donne concreti, peccatori, imperfetti, cibo per il viaggio faticoso di chi ancora è pellegrino sulla strada della vita, è Gesù che oltre che compagno di viaggio si fa nostro cibo e sostegno. Le regole non sono cambiate sostanzialmente: il digiuno rimane anche se ridotto a un’ora (ma niente ci impedisce di prolungarlo), se si ha coscienza di non essere in grazia di Dio, ci si riconcilia con il sacramento della Penitenza.
Ma se, sinceramente, non si ha coscienza di aver commesso peccati gravi, non è giusto privarsi dell’Eucaristia completa, Liturgia della Parola ed Eucaristica compresa la Comunione. Da un eccesso, quello di uscire dal banco per la Comunione senza sapere e pensare a chi si va a ricevere e senza essere in grazia di Dio, solo perché lo fanno tutti, si rischia di passare al suo opposto: “Non faccio la Comunione perché non ne sono degno”.
Anche questo è Natale. Quando sappiamo che viene a trovarci una persona importante, cerchiamo di pulire la nostra casa, almeno qualche ambiente dove pensiamo di accoglierla senza far brutta figura. Ebbene, ricordiamoci che Gesù è nato in una stalla o almeno in un ricovero per le bestie e per gli attrezzi; san Giuseppe e chi ha prestato l’ambiente non hanno fatto tempo di far troppa pulizia, Gesù aveva fretta di nascere per noi. Ebbene, con la scusa che ci vergogniamo perché la nostra vita è tutta sporca, per carità non lasciamo Gesù fuori della porta. Gesù si adatta anche alla nostra stalla! È lui che in fondo è venuto a pulirla e a trasformarla.

Allora Buon Natale, buona rinascita a tutti in Gesù!

Don Osvaldo