Parroco Don Osvaldo Belli - osvaldobellitiscali.it

PARROCCHIA di LOZZO di CADORE (BL) --- Numero unico: ESTATE 2020

DOPO LA QUARESIMA QUANDO LA PASQUA?

Qualche anno fa parlando con un amico missionario in Africa, mi è sfuggita una frase di elogio per un pezzo grosso del Vaticano: “Mi sembra che conosca bene la situazione delle missioni”. Da lui, un tipo calmo e misurato, mi è arrivata questa risposta raggelante: “Lui crede di conoscerla bene.” Mi è ritornata in mente questa frase in questi mesi di pandemia per il corona virus, ascoltando le opinioni di virologi, medici, epidemiologi, ecc. con tante presenze anche quotidiane alla tv e sui giornali, qualche volta con opinioni diverse e in contrasto fra loro e perfino con minacce di querele. E pensavo: Ma trovano il tempo per studiare la situazione e soprattutto analizzare l’andamento dei casi? Ho apprezzato invece la misura di chi, prudentemente, ammette che si sa ancora poco dell’origine, dello svolgimento e del futuro di questo contagio e chiede, per il principio di precauzione, di stare molto attenti e di continuare ad usare i dispositivi di protezione individuale come le mascherine.
Niente sarà come prima. Andrà tutto bene. Siamo tutti sulla stessa barca. Distanziamento sociale. Abbiamo sentito ripetere ossessivamente questi slogan, sperando tanto che l’emergenza si risolvesse in qualche settimana o al massimo in due-tre mesi. Ci dicono che sarà ancora lunga e che dovremo convivere con il virus finché non arriverà il vaccino, ma sarà quello adatto? Ho fatto la raccolta di tutte le vignette e i meme che sono serviti a sorridere un po’ anche nei momenti più drammatici. Ne ho fatto raccolta per la storia.
In questi mesi alcuni principi, direttive e programmi anche ecclesiali, sono andati ‘a farsi benedire’. Pensate in ambito scolastico, alle classi numerose, all’orario continuato, in ambito ecclesiale alle Messe festive con non meno di 25 fedeli, al segno della pace, o anche alla privacy. Non occorre che li elenchi tutti, ma mi vien da sorridere solo al ricordarli. Un motivo di più per impegnarci per un mondo nuovo ma senza prenderci troppo sul serio. Poco tempo fa è morto a Feltre un prete di 93 anni, don Attilio Minella. Era stato nostro insegnante d’italiano nella 2^ media del Seminario minore. Mi aveva sempre impressionato per la sua originalità. Ricordo un episodio: un nostro compagno, che era la macchietta della classe (e poi non ci raccontino che una volta non esisteva il bullismo), aveva svolto a modo suo un tema per casa: ‘La materia che mi piace di più’. Una mattina don Attilio entra in classe con la pila di quaderni, si siede in cattedra e chiama quel compagno, gli consegna il suo quaderno e gli fa leggere il compito. Quello inizia a leggere: “La materia che mi piace di più è… il legno”. Potete immaginare lo scoppio di risate che ha riempito l’aula al piano terra e la confusione del poveretto. Ma quello che ricordiamo ancora è la lezione che ci ha dato quel prete: “Meriti sette, non sei andato fuori tema, è colpa mia perché dovevo specificare su quale tipo di materia dovevate scrivere, ‘scolastica’. Sono questi gli insegnamenti che ci hanno fatto crescere di più. Come il sacrificio degli insegnanti che anche d’inverno venivano in moto a farci lezione, partendo dai paesini che fanno corona a Feltre. Non sapevamo ancora che uno era stato cappellano militare in Russia e l’altro sarebbe andato cappellano degli emigranti italiani all’estero.
Nel frattempo siamo come ‘color che son sospesi’. Aspettiamo tutti direttive, orientamenti, tracce per i prossimi mesi, per il catechismo, per la celebrazione dei Sacramenti dell’iniziazione cristiana come la 1^ Riconciliazione, la Messa di 1^ Comunione, la Cresima, il Battesimo, i Matrimoni, la Benedizione delle case, la visita ai malati, le attività con i ragazzi e i giovani, le prove dei cori, i chierichetti. Ma c’è tutta una Pastorale da reinventare. Probabilmente il Signore ci mette alla prova e ci chiede di andare all’essenziale senza fermarci alla superficie, alle apparenze. C’è il rischio che i ragazzi senza l’aiuto di una famiglia credente, perdano non soltanto un anno del percorso di fede, ma molto di più. Non è la prima volta che il mondo e la Chiesa affrontano problemi così grossi, ma le nostre generazioni sì, non eravamo preparati. Confidiamo che sorgano dei profeti che con coraggio indichino strade nuove, mai percorse. Dopo questa Quarantena - Quaresima arrivi anche per noi la Pasqua.

Don Osvaldo