Parroco Don Osvaldo Belli - osvaldobellitiscali.it

Da quando è stato stampato ed è uscito il precedente numero di questo bollettino, sono passati già quattro mesi. Veramente è stato stampato nella prima decina di aprile (Settimana Santa) ed è stato distribuito molte settimane dopo per i motivi che è inutile ricordare. Ma pare un’eternità. Noi speravamo che… si potesse ritornare alla solita vita nel giro di qualche settimana o al massimo due mesi, abbiamo dovuto arrenderci all’evidenza.

Abbiamo cominciato con la settimana delle Ceneri alla fine di febbraio, con il levare l’acqua santa dalle acquasantiere in chiesa, con l’evitare lo scambio del segno di pace, con la comunione sulla mano, con l’uso delle mascherine e della soluzione igienizzante sulle mani. E ci siamo ricordati di quando, sui giornali e alla TV, vedevamo i cinesi indossare le mascherine sorridevamo di loro come a dire che da noi non ci sarebbe mai stato bisogno, o quando qualche nostro conoscente rifiutava di darci la stretta di mano o apriva la porta usando un fazzoletto per toccare la maniglia, lo trattavamo da maniaco. Si sono chiuse le chiese ai fedeli prima per le celebrazioni festive e poi anche per quelle feriali. Sospese le lezioni scolastiche in classe e gli incontri di catechismo, gli eventi sportivi e le prove di canto. Un po’ alla volta perché si pensava che il pericolo venisse dai cinesi o da chi proveniva dalla Cina o al massimo riguardasse le grandi città di pianura. Venite da noi, in montagna, c’è l’aria pura! Diceva qualche politico e amministratore. Intanto le località sciistiche erano affollate fino a metà marzo, non solo in Italia anche in Austria. Poi la cronaca la sapete meglio di me. La chiusura delle attività non strategiche, il dover stare a casa, il potersi muovere solo con l’autocertificazione con moduli sempre modificati, con la restrizione al raggio di 200 metri, con il controllo qualche volta ‘severo’ (è un eufemismo) degli organi di polizia.

E’ passata così la Quaresima, con le Messe con la chiesa vuota, con l’Adorazione eucaristica domenicale quasi clandestina, con la Via Crucis dei venerdì. Per fortuna, o per Grazia, qualcuno ci ha dato una mano per trasmettere la Messa e le celebrazioni mediante le due radio, anche quella di don Elio rimessa in funzione, e poi con Facebook e perfino su Youtube con mezzi di fortuna, con collegamenti che si inceppavano sul più bello (ahi, ahi la banda larga!). Ci è stato d’incoraggiamento Papa Francesco che ha voluto far trasmettere per TV la Messa quotidiana dalla Cappella di S. Marta in Vaticano grazie anche alla disponibilità della RAI; ma penso che nessun programma mattutino abbia avuto tanti spettatori e ascoltatori come quella Messa con un’intenzione particolare proposta ogni mattina e con una semplice omelia sulle letture proclamate. Significativo che il Papa appena si sono potute riaprire le chiese da lunedì 18 maggio, abbia chiuso il collegamento nonostante le richieste di continuare, come a dire: adesso tornate nelle vostre chiese.

E’ venuta la Settimana Santa con le celebrazioni del Triduo Pasquale senza i fedeli, con un minimo di lettori e di ministranti. Il Giovedì Santo sono intervenuti quelli della Protezione Civile per una prima sanificazione delle adiacenze della chiesa. Anche la Pasqua è stata celebrata in tono minore. Su iniziativa di volontari si sono posti alcuni segni all’esterno delle chiese per ricordare quanto si stava celebrando all’ interno.

In vista della Festa di Pasqua il Presidente e il Consiglio d’amministrazione della locale società Ente cooperativa hanno fatto confezionare una decina di pacchi viveri per altrettante famiglie del nostro paese, come segno di vicinanza in questo momento difficile. Sono stati portati a casa dai volontari della Protezione Civile. Continua ogni 4^ domenica del mese la raccolta in chiesa di viveri a lunga conservazione che aggiunti a quelli portati mensilmente dal Banco Alimentare del Cadore (che fa riferimento a Pasian di Prato-UD) servono a fare qualche borsa piena. Anche nelle altre parrocchie ci sono iniziative simili e non manca la generosità di alcuni anonimi.

Dopo Pasqua è capitato un grosso problema alla nostra Casa di riposo (ora Casa alloggio per anziani). Quando nei mesi scorsi amici mi chiedevano come stavo, rispondevo che ero preoccupato soprattutto per il futuro della nostra Casa, e non lo dicevo tanto per dire. Già giovedì 5 marzo avevo comperato due dozzine di mascherine al Briko di Nebbiù e il giorno dopo mi avevano recapitato alcuni flaconi di liquido igienizzante, soprattutto per le ospiti e le operatrici. Soltanto giovedì 16 aprile, nonostante i ripetuti le solleciti, si sono potuti effettuare i tamponi alle ospiti e alle operatrici e lunedì 20 il responso. Nel frattempo di seguito era stata ricoverata in ospedale l’ultima ospite accolta ai primi di febbraio e anche la superiora delle Religiose, Suor Giovanna. Quella settimana tra il 19 e il 26 aprile è stata drammatica, più di metà delle ospiti e degli operatori sono risultati positivi. Si è dovuto decidere se tenere le ospiti in struttura, ma senza personale sostitutivo era impossibile, o ricoverarli in ospedale. Chi ha potuto è tornato in famiglia o da amici, le positive ad Agordo, le negative ad Auronzo. Un grazie a chi si è mosso tempestivamente per la protezione delle ospiti in quei giorni rimasti anche senza cuoca, per sostenere suor Bertilla rimasta sola. Ha provveduto per loro un Ristorante locale a recapitare i pasti con l’aiuto della Protezione civile. Brave le persone rimaste negative che hanno continuato a abitare la casa dopo che era stata dichiarata zona rossa. Doloroso è stato il saluto limitato che abbiamo potuto dare i nostri defunti tra la fine di febbraio e metà aprile. Un saluto frettoloso in cimitero senza passare per la chiesa con la presenza dei soli famigliari e una volta purtroppo senza di loro. Un triplo dolore che ci fa capire il dolore e l’angoscia dei nostri fratelli di Bergamo e di Brescia in quei giorni in circostanze ancora peggiori. Si è provveduto subito alla sanificazione della Casa di riposo (due volte), dopo di chè sono arrivate due nuove suore, suor Adriana e suor Laura, oltre a suor Teresa che conosciamo già e che è rimasta, in aiuto alla rocciosa suor Bertilla, accompagnate dalla Madre Provinciale, suor Barbara Pavan. Mercoledì 20 maggio si sono sanificati anche gli ambienti del Grest e della Casa Canonica.

Anche il Parroco è stato trovato positivo e come alcune operatrici ha dovuto passare quasi un mese chiuso in casa in quarantena. Potete immaginare il disorientamento provato, sentirsi lontano dalle persone a lui affidate e disorientate dai traslochi forzati. Da martedì 21 aprile ha cominciato a celebrare la Messa quotidiana dal tavolo di cucina diventato altare e a trasmetterla sulle onde della radio parrocchiale grazie al potente radiomicrofono. E’ stato un appuntamento prezioso per ascoltare la Parola di Dio e celebrare l’Eucaristica e per sentirsi collegati oltre che con il Signore anche tra di noi. E così fino al 19 maggio quando la coincidenza tra l’esito negativo del 3° tampone e l’apertura delle chiese ai fedeli in seguito al Decreto ministeriale modificato in seguito alla dura presa di posizione dell’Episcopato Italiano, ha potuto celebrare con commozione la 1^ Messa feriale con alcuni fedeli e la 1^ Messa festiva sabato 23 maggio, Vigilia della Solennità dell’Ascensione.

Proprio in quei giorni era subentrato lo scoraggiamento per il futuro della Casa di riposo, tentati di gettare la spugna. Soltanto l’insistenza del CPAE e di alcune volontarie ha spinto a provare il tutto per tutto. Si è cercato e trovato la collaborazione di una cooperativa, la disponibilità di altro personale già in pensione ma disposto a ritornare in azione e a dare una mano. Una ditta locale ha approfittato del momento per ritinteggiare alcuni ambienti più bisognosi. Purtroppo man mano che ci si avvicinava il giorno di una possibile riapertura ridando speranza a chi aspettava di rientrare, l’asticella era spostata sempre più avanti. In seguito all’ispezione dell’Ulss di venerdì 26 giugno che aveva redatto un verbale con alcune prescrizioni, si era dato l’incarico a una professionista esterna di redigere un progetto e un programma per mettere in atto queste condizioni richieste. Dalla fine di giugno si è spostata la possibilità di apertura all’inizio di agosto. Una volta esaminato, il progetto è stato ritenuto inadeguato e insufficiente anche se la Casa alloggio è una Casa famiglia, per un numero limitato di ospiti (10). Praticamente non assumendosi più le Suore la responsabilità della conduzione della Casa (e le comprendiamo vista la loro età) mancherebbero la presenza stabile di una sorveglianza, vista l’età media avanzata delle ospiti e un’ala separata prevista per ospitare ospiti diventati positivi o nuovi ospiti. In pratica occorrerebbe ristrutturare le due case in altra maniera con importanti lavori di adeguamento, ma senza la sicurezza di poter riaprire. La cooperativa Croce blu ha promesso un supporto ma non di potersi prendere la gestione. Altre cooperative, pur contattate non hanno dato seguito con un reale interessamento. Tutto il possibile è stato fatto. Sul prossimo numero speriamo di poter dare notizie più rassicuranti. Fa sorridere, amaramente, sentirsi dire da alcune autorità: “Com’è bello qui! Se avessi un mio famigliare anziano lo porterei volentieri qui! Così dovrebbero essere le Case alloggio per gli anziani, a loro misura, vicino ai loro ricordi e affetti!”. E poi…

Nel frattempo, in previsione di una prossima apertura delle chiese ai fedeli per le le celebrazioni, Tiziano in parrocchia aveva organizzato una squadra per calcolare la disponibilità dei posti in chiesa, segnalarli e organizzare una squadra di volontari per la sanificazione della chiesa dopo le Celebrazioni e per accogliere e indirizzare i fedeli verso i posti liberi. In fondo torna in funzione l’ordine minore dell’ostiariato, cioè dell’accoglienza. Con l’inizio del mese di maggio era previsto il Fioretto mariano; non potendolo recitare in chiesa, si è sostituito con il collegamento radio diretto dalla Grotta di Lourdes ogni sera, dal momento che non tutti riescono a collegarsi con TV 2000. Un gruppo di bambini e ragazzi si sono ritrovati spesso nell’atrio della chiesa della Madonna di Loreto per pregare per tutti noi. Naturalmente anche tutti gli incontri di catechismo sono stati sospesi dalla settimana delle Ceneri. Le catechiste e i catechisti si sono industriati a tenere il collegamento con i loro ragazzi e le famiglie, portando dispense e sussidi, usando i nuovi mezzi di comunicazione e il telefono. Alcuni gruppi si sono riuniti alla fine per salutarsi e insieme ringraziare il Signore. I cresimandi si sono impegnati a turno a preparare una delle intenzioni della preghiera dei fedeli delle Messe festive, da domenica 19 aprile, fissata per la Cresima in poi.

Tanta la commozione per le prime Messe celebrate finalmente con la presenza dei fedeli. Il momento più toccante è stato la celebrazione della Solennità del Corpus Domini. Si è scelto di celebrare un’unica Messa all’aperto in Piazza IV Novembre. Non potendo effettuare la tradizionale processione, la Messa si è prolungata con un momento di Adorazione eucaristica e la Benedizione su tutto il paese, alla presenza di tanti fedeli e dei rappresentanti delle Associazioni di volontariato presenti nel nostro paese.

Nel frattempo, dopo le vacanze previste per la settimana di Carnevale, sono rimaste chiuse tutte le scuole e si è rimediato con le lezioni a distanza. Attraverso le app, i pc e i tablet, ad ore fisse i ragazzi si sono collegati con i loro insegnanti per le lezioni a distanza. Un impegno faticoso per tutti. Un grazie a tutti, anche alle famiglie che hanno dovuto attrezzarsi per situazioni nuove e sconosciute. Alla fine esami per gli alunni delle ultime classi della secondaria e delle superiori. L’esito, guardando i risultati pubblicati, è stato ottimo, anche se l’esperienza maturata ha fatto desiderare ancora di più di poter ritornare in aula per poter rivedere e ascoltare direttamente compagni e insegnanti. La scuola è anche questo. Tanti nostri giovani sono arrivati al termine dei loro studi conseguendo la laurea. In attesa che ci sia qualche collaboratore che prenda nota di ciò, magari osservando i papiri sulla vetrina del Roxy Bar, ci congratuliamo con loro e auguriamo un pronto inserimento nel mondo del lavoro purtroppo, per la maggioranza lontano da Lozzo. Anche l’esperienza del Consiglio Comunale dei Ragazzi, appena iniziata, ha avuto un brusco rallentamento. Si sono sempre tenuti in contatto, hanno fatto perfino dei collegamenti e scambi con amici fuori regione e hanno stampato un giornalino dedicato soprattutto al loro vissuto di questi mesi.

Sono saltati gli appuntamenti sportivi come il Trail de le longane all’inizio di maggio e l’Adunata nazionale degli alpini, e tanti altri appuntamenti.

Del Grest iniziato lunedì 13 luglio e durato 4 settimane a giorni alterni, con un numero limitato di ragazzi e con l’osservanza delle prescrizioni, con base la Palestra e il cortile delle Scuole elementari, ma con tante passeggiate e giochi e senza laboratori.

Domenica 17 maggio ricorrevano i 50 anni di ordinazione del Pievano di Vigo, Parroco di Pelos e Amministratore parrocchiale di Lorenzago, Mons. Renato De Vido. Ordinato da Papa S.Paolo VI in S.Pietro per ricordare il 50° dell’ordinazione di Giovanni Battista Montini. A lui siamo legati per tanti motivi, perché la nostra parrocchia, prima di diventare tale, dipendeva dalla Pieve di S.Martino che mantiene alcune prerogative come l’immissione del parroco di Lozzo, e poi perché sono suo paesano, amico e compagno di studi per dodici anni. Appena ordinato fu mandato a studiare a Roma, ritornato lavorò all’Azione Cattolica, fu insegnante di Religione alle superiori, fece una breve esperienza come cooperatore a Cortina finché fu scelto dal nuovo Vescovo, Mons. Maffeo Ducoli, come suo segretario particolare. Nel 1986 fu nominato Decano di Cortina, una Missione che lo impegnò ‘ferocemente’ fino al 2004. Nominato Rettore del Seminario Gregoriano di Belluno, sostituì don Andrea Constantini destinato a Falcade, prima come economo e poi come Pievano. Purtroppo i festeggiamenti pubblici sono stati rimandati. I preti della Convergenza Pastorale Cadore-Ampezzo-Comelico si sono ritrovati, con lui a presiedere, per una Messa concelebrata giovedì 18 giugno al Santuario del Cristo di Pieve e per un pranzo offerto da lui. Poi con il Vescovo e i quattro compagni di ordinazione superstiti (uno di loro era don Claudio Sacco morto sotto una slavina sul Pore i primi di dicembre 12009) hanno ringraziato il Signore con una S.Messa al Santuario di S.Vittore – Feltre martedì 30 giugno. Un grazie per la sua presenza e un augurio di buon proseguimento di missione in mezzo a noi, specialmente ora che si è attivata una collaborazione pastorale tra le nostre parrocchie.

Tanti di noi, un mese fa, hanno incontrato per le nostre strade e anche in chiesa un prete della Diocesi di Adria-Rovigo. E’ la seconda volta che viene a Lozzo per merito del suo ‘vecchio’ sagrestano, nostro villeggiante. Si chiama Don Angelo Gianesella e l’anno scorso ha festeggiato i 60 anni di Messa, quindi si fa presto a indovinare la sua età. Ma lo spirito è giovanile, ama la montagna e le escursioni, portava i ragazzi della sua parrocchia in campeggio, era (è?) un provetto sciatore. Quest’anno era senza l’auto e quindi ha dovuto utilizzare il pullman di linea per le sue passeggiate. Il parroco lo ringrazia perché ha accettato di venire a Lozzo per sostituirlo e aiutarlo per le celebrazioni e per il ministero del sacramento della Riconciliazione. Speriamo che possa tornare ancora tra noi. Intanto è impegnato quotidianamente nella Cattedrale di Rovigo.

Domenica 12 luglio, Festa dei SS.Patroni di Lorenzago, di Tambre, di Udine, di Aquileia e di tutto il Friuli, è salito sull’altipiano ‘aprico’ il Vescovo emerito Mons. Giuseppe Andrich per presiedere la Messa solenne, concelebrata all’aperto sul sagrato per dare la possibilità a tante persone di parteciparvi. Un’occasione ulteriore per ricordare Papa Woytila, San Giovanni Paolo II, a 100 anni dalla sua nascita e a 33 anni giusti dalla memorabile Udienza generale nello stesso luogo, dopo la Messa celebrata al mattino in Val Visdende, nel suo primo soggiorno in Cadore. Lo stesso Vescovo è venuto da noi lunedì 10 agosto per festeggiare il nostro Patrono, San Lorenzo.

Legato a Lorenzago è anche il nuovo Vescovo di Piacenza, nominato nelle settimane scorse: Mons. Adriano Cevolotto, già Rettore del Seminario di Treviso proprietario del Castello di Mirabello, già Parroco a Castelfranco, attualmente Vicario Generale della Diocesi con l’Arcivescovo Gianfranco Agostino Gardin e il nuovo Vescovo Mons. Michele Tommasi. Una preghiera per lui.

Domenica 26 luglio 1970 Mons. Gioacchino Muccin benediceva o, come insisteva a dire Vittoria Da Pra, consacrava la chiesetta di Pian dei buoi, dedicata alla Madonna. Nonostante le limitazioni, non poteva passare inosservato il suo 50°. Allora si è invitato a presiedere la Messa dell’Anniversario l’attuale Vescovo Diocesano, Mons. Renato Marangoni, che ha subito accettato. Anche se il tempo atmosferico al mattino non si presentava molto favorevole, il cielo si è aperto in occasione della S.Messa a cui hanno partecipato tante persone, tra cui i superstiti e i famigliari dei promotori dell’opera, i rappresentanti delle varie associazioni come gli alpini, i soci del CAI e i donatori di sangue. Negli anni scorsi, complice anche l’incertezza del cielo, la presenza dei paesani era diminuita, pur rimanendo alta la presenza dei gruppi ANA dei paesi vicini e gemellati. Il Vescovo ci ha invitati alla lode e alla gratitudine nei confronti di Dio e anche di chi ha trasmesso tanti tesori, il primo è quello della fede. Era il Vangelo di quella domenica, con le parabole del tesoro trovato e della perla preziosa. Un grazie a chi ha preparato il rinfresco e a chi ha preparato un’immagine ricordo con la riproduzione dell’immagine della Madonna del Ciareido, in lamina di rame, venerata nella chiesetta.

Il parroco, per mantenere una promessa fatta durante la quarantena, si era recato a piedi fino a questa chiesetta il giovedì precedente. Non tutti ci credevano.

E’ entrata in servizio nel nostro Comune una nuova agente di polizia locale (vigile urbano) la sig.a Anna Raule in sostituzione del sig. Achille Da Pra, nostro ‘vigile’ per tanti anni, andato ‘in pensione’. Ha vinto il concorso indetto dal nostro Comune. Ha compiti anche di guardia forestale. Ne parleremo sul prossimo numero. Intanto le auguriamo Buon lavoro e che si trovi bene in mezzo a noi.

Anche quest’anno, nelle ultime settimane di luglio, ha aperto il Mercatino Missionario che è stato riaperto in occasione della Festa di San Lorenzo. Grazie a chi ha lavorato tutto l’inverno, a chi ha promosso e allestito l’esposizione al piano terra della canonica e a chi ha acquistato. Come gli anni scorsi, tutto il ricavato va ai nostri Missionari. Provvidenziale soprattutto in questa emergenza.

Verso la fine di giugno, come annunciato dall’esecutore testamentario, è arrivato alla Parrocchia il lascito della Signora Elisabetta Zanella (Lisetta Moma) deceduta il 31 dicembre 2018, metà dei suoi risparmi, divisi tra la Parrocchia e la Casa di alloggio per Anziani (Casa di riposo) a cui era già arrivato il ricavato della vendita della sua auto Panda. E’ provvidenziale in questo momento di difficoltà perché se anche anche la Casa attualmente è abitata solo dalle Suore, in attesa di una riapertura con nuova gestione, le spese rimangono tante e le entrate sono quasi azzerate senza le rette degli ospiti. E’ una situazione condivisa da tutte le Case più grandi e RSA della provincia. Una preghiera di suffragio e di ringraziamento per lei nonché per gli innumerevoli benefattori della Casa e della Parrocchia. E’ soprattutto per la loro memoria che faremo di tutto per tenere aperta questa istituzione che tanti ci invidiano.

La sera di Domenica di Pentecoste, l’ultimo giorno di maggio, è ritornato al Padre, come tanto desiderava, don Gabriele Bernardi, di Loria (TV). L’ho conosciuto e apprezzato come ‘vicino di casa’ quando nel 1982 è arrivato parroco ad Arabba. Era una persona affabile, accogliente, ma mai accomodante, non ti dava mai ragione, ti faceva pensare e andare un pò più avanti e un pò più in profondità. Era passato a Cencenighe e S.Tomaso e poi aveva coronato il sogno della sua vita, il Vescovo Brollo gli aveva permesso di aggregarsi ai Francescani di Terra santa a Gerusalemme, soprattutto al S.Sepolcro. Ritornato in Diocesi, per un breve periodo aveva servito alcune piccole parrocchie del Feltrino, poi Parroco a Longarone dopo la tragica morte di don Francesco Cassol e da nemmeno due anni in Val Fiorentina, parroco di Colle S.Lucia, Selva di Cadore e Pescul. E’ anche merito suo se possiamo godere nelle liturgie del suono dell’organo ‘Chichi’. Mi dispiace che la maggioranza di noi non l’abbia potuto incontrare e conoscere di persona.

Con la prima domenica di avvento, 29 novembre, inizio di un nuovo anno liturgico, useremo la nuova edizione del Messale Romano. Ci saranno nuove preghiere, nuovi prefazi, ma quello che ha interessato di più i giornalisti è la nuova formulazione del Padre nostro secondo l’ultima traduzione della CEI. Ci dovremo abituare con un pò di fatica. Se può consolarci, ricordo che una signora, ora centenaria, quando le portavo la Comunione il 1° venerdì del mese, da subito aveva cambiato la frase da non ‘c’indurre in tentazione’ a ‘non abbandonarci alla tentazione’. Quindi... Poi ci saranno altre piccole modifiche all’atto penitenziale, al Gloria a Dio (pace agli uomini amati dal Signore), all’invito alla Comunione (Beati gli invitati alla fine di Ecco l’Agnello di Dio).